I lavori in quota su fune si riferiscono a qualsiasi attività che coinvolge l’utilizzo di corde, cavi, imbragature o sistemi di sospensione per accedere a strutture in altezza o eseguire lavori su vetri, facciate, rivestimenti, tetti, balconi o altre parti di edifici che non sono facilmente raggiungibili da terra o attraverso scale convenzionali.

I lavori in sospensione possono riguardare una vasta gamma di settori, tra cui costruzioni, pulizia, manutenzione, ispezioni, riparazioni, installazione di strutture e qualsiasi altra operazione che richieda l’accesso in altezza.

È una soluzione che offre particolari benefici nei settori dell’edilizia civile o industriale in cantieri temporanei e mobili, o nel settore della disinfestazione e cura del verde (orbocultura). Ma possono essere impiegati anche in altre industrie come l’energia, l’industria petrolifera, il settore minerario e così via.

L’utilizzo di tecniche di lavoro su fune può essere necessario quando le tradizionali piattaforme di lavoro o le scale non sono praticabili o sicure. In generale quando si vuole evitare l’installazione di ponteggi e impalcature o il ricorso a piattaforme aeree magari a causa di spazi ridotti o suolo instabile.

L’edilizia acrobatica coinvolge spesso l’uso di tecniche di lavoro in fune per accedere ad aree difficilmente raggiungibili per lavori in altezza su facciate o parti di edifici e non prevede ponteggi o impalcature.

Recenti sentenze della Cassazione hanno messo in luce problemi di sicurezza e di applicazione normativa nei lavori in fune. Per una maggiore protezione, l’art. 77 del D.Lgs. 81/2008 dispone l’obbligo di addestramento e formazione per il corretto utilizzo dei DPI di III categoria, per rischi di cadute dall’alto. Mentre, l’art. 116 del D.Lgs. 81/2008 sancisce l’obbligo di formazione e addestramento per svolgere lavori su fune.

I rischi correlati ai lavori su fune e, più specificamente, all’edilizia acrobatica

Entriamo nel vivo dei rischi correlati allo svolgimento di lavori in fune, e più specificamente, all’edilizia acrobatica.

Possiamo sintetizzarli in tre tipologie:

  1. Cadute dall’altezza;

  2. Rischio di incidenti legati alle attrezzature;

  3. Esposizione ad agenti fisici e ambientali.

Il rischio di caduta dall’alto rappresenta una delle principali minacce per i lavoratori coinvolti nei lavori in fune, compresi quelli nell’edilizia acrobatica. Questo può verificarsi a causa di errori umani, guasti delle attrezzature, condizioni meteorologiche avverse o mancata aderenza alle normative di sicurezza.

Una delle premesse di questa tipologia di lavoro è la rapidità e la brevità degli interventi: l’operatore sospeso ha poca libertà di movimento e poche possibilità di fuga. Le funi essendo disposte tra l’operatore e le lavorazioni sono esposte al danneggiamento. Il soccorso è generalmente più complesso e richiede sorveglianza.

Il rischio di incidenti legati alle attrezzature comprende malfunzionamenti delle corde, guasti dei dispositivi di sicurezza, deterioramento dei dispositivi di ancoraggio e altre problematiche tecniche che possono mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori.

I lavoratori impegnati in lavori in fune, inclusi quelli nell’edilizia acrobatica, possono essere esposti a vari agenti fisici e ambientali come temperature estreme, vento, pioggia, rumore e sostanze pericolose, a seconda dell’ambiente in cui operano.

Lavori in condominio e ruolo dell’amministratore di condominio

I lavori in quota su fune sono frequenti anche nei condomini per manutenzione e ristrutturazioni. Gli amministratori di condominio devono assicurarsi che i lavori siano eseguiti in conformità alla normativa e che siano adottate tutte le misure di sicurezza necessarie per proteggere i lavoratori e gli abitanti del condominio.

In caso di incidente durante i lavori in quota su fune all’interno di un condominio, l’amministratore potrebbe essere coinvolto nel processo legale come parte responsabile.

Se l’amministratore ha dimostrato di aver adottato tutte le misure preventive e precauzionali necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori, potrebbe essere considerato esente da colpa. Ad esempio, se l’amministratore ha richiesto una valutazione dei rischi prima dell’inizio dei lavori, ha assicurato che i lavoratori fossero adeguatamente formati e dotati di dispositivi di protezione individuale (DPI), e ha monitorato regolarmente lo svolgimento dei lavori per garantire il rispetto delle normative di sicurezza, potrebbe essere assolto da responsabilità in caso di incidente.

Tuttavia, è essenziale che gli amministratori di condominio agiscano in modo proattivo per garantire la sicurezza durante i lavori in quota su fune. Devono collaborare strettamente con le imprese esecutrici, richiedendo documentazione completa sulla conformità normativa e sulla formazione dei lavoratori. Inoltre, devono essere pronti a intervenire tempestivamente in caso di violazioni delle normative di sicurezza o di situazioni di pericolo emerse durante i lavori.

Quali sono i rischi per il datore di lavoro in caso di un incidente in un cantiere di lavori in fune?

Un incidente in un cantiere lavori che coinvolge uno o più operatori su fune (chiamati anche operatori su corda), possono essere la conseguenza di una violazione delle normative di sicurezza stabilite dal Decreto 81/08. Il datore di lavoro potrebbe essere ritenuto civilmente responsabile per l’incidente e le conseguenze che ne derivano, inclusi danni fisici, invalidità permanente o morte dei lavoratori. In alcuni casi, potrebbe essere richiesto il pagamento di compensazioni finanziarie per risarcire i danni subiti dai lavoratori o dalle loro famiglie.

Se l’incidente è causato da una violazione delle normative di sicurezza sul lavoro, il datore di lavoro potrebbe essere soggetto a sanzioni amministrative, multe o altre penalità imposte dalle autorità competenti. Le normative vigenti impongono ai datori di lavoro di adottare tutte le misure necessarie per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli impegnati in lavori a fune.

In casi gravi in cui l’incidente è il risultato di negligenza grave o violazione intenzionale delle normative di sicurezza da parte del datore di lavoro, potrebbero essere avviati procedimenti penali. Ciò potrebbe portare a sanzioni penali, inclusa la possibilità di condanne e pene detentive per i dirigenti o i responsabili dell’azienda.

Gli incidenti sul lavoro possono danneggiare gravemente l’immagine e la reputazione dell’azienda, soprattutto se la pubblicità negativa attira l’attenzione dei media o dell’opinione pubblica. La percezione dell’azienda come luogo di lavoro non sicuro può influenzare la fiducia dei clienti, dei partner commerciali e dei potenziali dipendenti, compromettendo la competitività e la sostenibilità dell’azienda nel lungo periodo.

A chi rivolgersi per una consulenza sicurezza nei luoghi di lavoro? E dove svolgere l’opportuna formazione?

Firmitas è una società che si occupa di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, essendo – tra le altre cose – un General Contractor impegnato in attività di riqualificazione energetica e interventi di manutenzione e rifacimento facciate e tetti a Torino e provincia.

La proposta del servizio di consulenza include il servizio di RSPP esterno, la redazione e l’aggiornamento del DVR o DUVRI, la partecipazione alla riunione periodica con RLS e Medico Competente e la formazione obbligatoria per datore di lavoro e lavoratori.

Per quanto riguarda la formazione Firmitas opera – per la maggior parte dei suoi corsi – con accreditamento della Regione Piemonte. Si è distinta in questi anni per la proposta di corsi attrezzature svolti sia in forma pubblica che privata presso enti ed associazioni.

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