Le analisi delle acque condominiali rappresentano un obbligo di legge a garanzia della sicurezza e della salute degli abitanti di un condominio.

Per il benessere della comunità condominiale e per prevenire sanzioni amministrative, l’amministratore condominiale è chiamato ad organizzare e a monitorare la qualità dell’acqua in condominio.

In questo articolo andremo ad approfondire i riferimenti normativi e lo scenario di riferimento per chiarire le responsabilità degli amministratori di condominio e il relativo quadro sanzionatorio.

La verifica della potabilità dell’acqua in condominio: perché è così strategica?

La potabilità dell’acqua è direttamente correlata alla salute degli abitanti del condominio. L’acqua contaminata può contenere agenti patogeni o sostanze chimiche nocive che possono causare malattie gravi o croniche, come gastroenteriti, infezioni e persino avvelenamenti.

Bambini, anziani e persone con immunodeficienze sono particolarmente suscettibili alle malattie legate all’acqua contaminata.

L’acqua potabile è essenziale per le attività quotidiane come cucinare, bere e lavarsi. Inoltre, previene danni alle tubature e agli elettrodomestici.

L’amministratore del condominio ha il compito di garantire la sicurezza e la qualità dei servizi forniti agli abitanti, compreso l’approvvigionamento idrico. La verifica della potabilità dell’acqua rientra tra le sue responsabilità e può influenzare la sua reputazione e la fiducia degli abitanti nei suoi confronti.

Le recenti disposizioni legislative e gli obblighi dell’amministratore condominiale

Lo scorso 21 marzo (2023), è entrato in vigore il Decreto legislativo 18/2023, in attuazione della direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.

Questa normativa ha introdotto importanti novità per gli amministratori di condominio. In particolare, viene definito il GIDI – Gestore della Distribuzione Idrica Interna il soggetto responsabile del sistema idro-potabile di distribuzione interna ai locali pubblici e privati. Un incarico generalmente assunto dall’amministratore.

Ma il ruolo dell’amministratore non si ferma qui. Ricade su di lui anche la valutazione e la gestione del rischio dei sistemi di distribuzione interni per gli edifici e locali prioritari ai sensi dell’art. 6 comma 2 lettera c).

Ai sensi dell’art. 4 del D.lgs 18/23 il soggetto responsabile dovrà verificare qualità e salubrità dell’acqua e le eventuali perdite dell’impianto.

Secondo il decreto 18/2023 la valutazione e gestione del rischio devono essere effettuate entro il 12 gennaio 2029, con revisione ogni sei anni.

Misure preventive e correttive per monitorare la qualità dell’acqua in condominio

Una delle principali novità del decreto 18/23 riguarda l’ampliamento dei parametri di salubrità da monitorare, compresa la verifica della presenza di piombo, uranio e legionella.

Le analisi periodiche dell’acqua da parte di laboratori specializzati dovrebbe essere effettuata almeno una volta l’anno, o più frequentemente se necessario.

È buona prassi assicurarsi che gli impianti idrici condominiali siano ben mantenuti e funzionanti. Pertanto, tubature, serbatoi e filtri vanno controllati periodicamente per individuare perdite, danni o contaminazioni.

Il monitoraggio dei consumi idrici rappresenta un buon metodo per indicare problemi di perdite o sprechi d’acqua.

In caso di risultati non conformi è ben agire prontamente. Tra gli interventi più comuni menzioniamo la disinfezione degli impianti, la sostituzione di filtri o la riparazione di tubazioni danneggiate.

Costo analisi acque condominiali e prevenzione sanzioni amministrative

Il costo delle analisi delle acque condominiali può variare in base a diversi fattori, tra cui la dimensione del condominio, la complessità delle analisi richieste e la frequenza con cui vengono effettuate. Tuttavia, è importante considera che investire nelle analisi delle acque in condominio conviene perché migliora la reputazione del condominio e del suo amministratore, aumenta il valore degli immobili e previene da sanzioni amministrative e altre conseguenze legali.

L’art. 23 del decreto legislativo 18/23, infatti, prevede sanzioni amministrative a carico dell’amministratore condominiale che variano da 5.000 a 30.000 euro per il mancato rispetto dei parametri di qualità.

Come tutelarsi da queste sanzioni? Noi di Firmitas, con sede principale a Torino, siamo operativi nelle attività di campionamento e analisi acqua in condominio. Ci affidiamo a laboratori specializzati per rilasciare documenti di analisi completi e valutare l’eventuale presenza di inquinanti di qualsiasi genere.

Siamo al fianco degli amministratori di condominio per mantenere una documentazione accurata delle analisi effettuate, degli eventuali interventi correttivi effettuati e delle comunicazioni con i condomini.

 

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