AGGIORNATO AL 25/07/2024 

Il governo italiano ha approvato il decreto Salva Casa. Questo nuovo piano di sanatoria edilizia, denominato “Piano Salva-Casa”, promette di semplificare la regolarizzazione delle costruzioni con piccole irregolarità. Questa iniziativa mira a risolvere problematiche legate a difformità minime che ostacolano transazioni immobiliari, senza compromettere la sicurezza strutturale degli edifici.

Quali irregolarità potranno essere sanate con il “decreto salva case 2024”?

Ecco le tre tipologie di difformità che potranno essere sanate con il condono edilizio 2024 detto anche condono Salvini:

  • Difformità formali: derivanti da incertezze interpretative della disciplina vigente rispetto alla dimostrazione dello stato legittimo dell’immobile;
  • Difformità edilizie interne: risultanti da interventi stratificati nel tempo, realizzati dai proprietari dell’epoca in assenza di formale autorizzazione o segnalazione, rendendo oggi difficile comprovare lo stato legittimo dell’unità immobiliare;
  • Difformità storiche: che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi a causa della disciplina della “doppia conformità”.

Di seguito alcune delle semplificazioni in materia edilizia e di regolarizzazione che sono state approvate:

  • Recupero sottotetto abitativo semplificato: il recupero dei sottotetti è consentito nei limiti delle leggi regionali, anche se non rispettano le distanze minime tra edifici, purché rispettino le altezze e superfici originali;
  • Varianti in parziali difformità a licenze edilizie ante L. 10/1977, sanabili con SCIA speciale: le varianti eseguite in parziale difformità rispetto al titolo edilizio rilasciato prima del 1977 possono essere regolarizzate mediante SCIA e il pagamento di una somma determinata;
  • Sanatoria automatica con agibilità o abitabilità rilasciata previo sopralluogo dei funzionari pubblici: le difformità parziali accertate durante i lavori, se accompagnate da una certificazione di abitabilità o agibilità, sono soggette alla disciplina delle tolleranze costruttive;
  • Requisiti igienico-sanitari abitabilità riducibili: le altezze minime per l’abitabilità possono essere ridotte da 2,70 a 2,40 metri, e la superficie minima per i monolocali è ridotta a 20 mq per una persona e 28 mq per due persone;
  • Mutamento destinazione d’uso senza opere: il cambio di destinazione d’uso senza opere può essere effettuato mediante manutenzione ordinaria e SCIA. I cambi d’uso al piano terra e seminterrato sono demandati alle Regioni.

VEPA, pergole bioclimatiche, schermature solari mobili ed edilizia libera

Lo scorso 11 luglio 2024, la Commissione Ambiente della Camera ha approvato alcuni emendamenti finalizzati a modificare il testo del Decreto Legge n. 69/2024 anche decreto salvacasa; tra questi, sono stati confermati e approvati ufficialmente i numeri 1.15 e 1.24 riguardanti le opere rientranti in edilizia libera di cui all’articolo 6 comma 1 del Testo Unico Edilizia D.P.R. 380/01. Questi emendamenti allargano le maglie per alcuni sistemi di protezione solare e pergole bioclimatiche e precisano le condizioni per installare le Vetrate Panoramiche Amovibili (VEPA) su porticati al piano terra, escludendo quelli gravati da diritti di uso pubblico o collocati nei fronti esterni dell’edificio prospicienti aree pubbliche.

Schermature solari mobili entreranno in edilizia libera, senza configurare tettoia. Le pergole bioclimatiche con elementi rotanti e mobili saranno liberalizzate. L’emendamento approvato intende chiarire e ampliare la categoria di tende a pergola, includendo quelle bioclimatiche con telo retrattile, anche impermeabile, e con elementi di protezione solare mobili o regolabili.

L’ambito di installazione delle VEPA in edilizia libera è stato allargato anche ai portici/porticati rientranti nell’edificio e situati al piano terra, ad eccezione di quelli con diritti di uso pubblico o prospicienti aree pubbliche. Questa modifica è stata introdotta per prevenire utilizzi impropri delle VEPA che potrebbero limitare il passaggio pubblico o alterare l’uso previsto degli spazi.

Un’occasione per sanare le piccole difformità

Il Decreto Salva Casa 2024 oramai in Gazzetta Ufficiale rappresenta quindi un passo significativo verso la modernizzazione delle normative edilizie italiane, con l’obiettivo di facilitare la regolarizzazione di numerosi interventi edilizi, anche quelli risalenti nel tempo, senza sacrificare gli standard di sicurezza e qualità costruttiva.

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