Via XX Settembre a Torino è una delle vie più conosciute di Torino. La storicità degli edifici uniti allo charme generale del centro storico è una delle caratteristiche più apprezzate dai torinesi e dai turisti.

Le esigenze di riqualificazione energetica dell’età contemporanea sembrano stridere con la bellezza originaria e l’importanza architettonica di questi edifici centenari ma oggi esistono tecniche per l’efficientamento in grado di mantenere la preziosa estetica ed assicurare comunque ottimi risultati in fatto di prestazioni energetiche.

È il caso dell’intervento Firmitas sull’edificio di Via XX Settembre 64, che di recente ha subito un importante lavoro di rifacimento della facciata. L’aspetto peculiare di questa ristrutturazione è stato il restauro conservativo ed estetico di fasce decorate storiche lungo le due facciate dell’edificio, che rappresentano fiori e racemi stilizzati. Qui si alternano formelle di stucco a calce dipinto, quadrate al piano inferiore, rettangolari e a semi colonna nel piano superiore.

Come racconta la restauratrice Anna Luisa Gabino di Koinè, a cui Firmitas ha affidato il delicato lavoro di ripristino: “Lo stato conservativo delle formelle era discreto, erano interessate da uno strato di sporco incoerente e da ridipinture e fissativi alterati; numerose le fratture con cadute e scagliature di materiale costitutivo, oltre a distacchi dall’intonaco di supporto.

Dopo anni e anni, la qualità dei decori era stata compromessa: “Le cadute di porzioni di stucco erano causate da problemi di copiosi percolamenti ed eccessiva umidità con conseguente formazione di efflorescenze saline. Diffuse e numerose le ridipinture e l’alterazione della pellicola pittorica, anche a causa dell’alterazione di fissativi inidonei”.

L’intervento è consistito in una cauta rimozione a secco, con pennelli a setola morbida, dei depositi superficiali e con il fissaggio con resine acriliche idonee, delle parti sollevate esfoliate. “Successivamente – racconta Gabino – abbiamo effettuato la pulitura a secco con spugne in lattice Wishab. Nelle zone interessate dalle effluorescenze saline sono stati effettuati impacchi con seppiolite ed acqua demineralizzata, per l’estrazione dei sali. Il consolidamento di profondità con una maltina idraulica, ha interessato zone in cui si erano creati degli spanciamenti e la riadesione dei distacchi dello stucco di calce dall’intonaco”.

Il restauro è proseguito con altri tre step prima dell’esecuzione pittorica: “La pulitura con una miscela solvente a base di alcool e acetone ha permesso la rimozione di ridipinture e di tracce di fissativo alterato e ingrigito, oltre allo strato di depositi di sostanze incoerenti, causate principalmente dallo smog. Successivamente, sono state effettuate le stuccature in corrispondenza delle cadute di materia costitutiva e sono state sigillate le scagliature, con una malta idonea per granulometria e per tono di colore. La reintegrazione pittorica con pigmenti naturali, crema di calce e colori acrilici ha permesso di riproporre la decorazione mancante, in quanto ripetitiva, e ad effettuare una equilibratura pittorica generale”.

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