Articolo a cura di
Dott. Ing. Marco Rendinella
Responsabile Divisione Sicurezza
Firmitas Srl
L’edilizia è storicamente uno dei settori con il tasso di infortuni più elevato. Le cadute dall’alto, gli schiacciamenti e i colpi di attrezzi sono tipicamente le cause più comuni di infortunio nell’edilizia.
La sicurezza in cantiere, soprattutto per le aziende che si trovano a operare in contesti più rischiosi, è un tema di grande attualità e di fondamentale importanza.
Firmitas, società di origine torinese conosciuta come impresa edile certificata e specializzata in lavori di riqualificazione energetica, ha aperto una divisione sicurezza per le imprese per una corretta diffusione degli adempimenti aziendali che possono salvare “letteralmente” la pelle e le tasche di imprenditori e artigiani.
In questo articolo i tecnici sicurezza Firmitas approfondiranno gli obblighi delle imprese in base alla loro classificazione nei gruppi A, B e C, in particolare, tratteranno dei casi in cui un’azienda inizialmente classificata nei gruppi B e C si ritrova a operare in condizioni che la riconducono al gruppo A.
La normativa per il primo soccorso aziendale: il Decreto Ministeriale 388/2003
Il Decreto Ministeriale 15 luglio 2003, n. 388, in attuazione del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), fornisce disposizioni dettagliate su come organizzare e gestire il servizio di primo soccorso all’interno delle aziende.
Il decreto copre una vasta gamma di aspetti, tra cui:
- Classificazione delle aziende: In base al numero di lavoratori e al tipo di attività, le aziende vengono suddivise in gruppi (A, B, C) a cui corrispondono specifici requisiti per il servizio di primo soccorso;
- Formazione degli addetti: Definisce i contenuti minimi dei corsi di formazione per gli addetti al primo soccorso, in base alla classificazione dell’azienda;
- Attrezzature: Indica le attrezzature minime indispensabili per il primo soccorso, come la cassetta di pronto soccorso e il pacchetto di medicazione;
- Procedure: Stabilisce le procedure da seguire in caso di infortunio o malore, compreso l’allarme dei soccorsi.
Cosa potrebbe rendere un contesto lavorativo più pericoloso di altri?
Potrebbero essere i tipi di lavori svolti, come ad esempio operare su impalcature a grande altezza, lavorare in spazi molto stretti o utilizzare macchinari pesanti. Oppure, potrebbero essere le sostanze utilizzate che rendono l’ambiente pericoloso: pensiamo a sostanze chimiche corrosive, polveri tossiche o radiazioni.
Anche le condizioni ambientali giocano un ruolo fondamentale: lavorare al freddo intenso, al caldo eccessivo o in ambienti umidi può aumentare il rischio di incidenti. Infine, i macchinari utilizzati possono essere una fonte di pericolo, soprattutto se non vengono usati correttamente.
È proprio la combinazione di questi fattori – tipologia di lavori, sostanze utilizzate, condizioni ambientali e macchinari – che determina il livello di rischio di un’azienda e, di conseguenza, la classificazione ai fini del primo soccorso.
Anche se un’azienda è inizialmente classificata nei gruppi B o C (meno rischiosi), se svolge attività con un indice di inabilità permanente superiore a 4 (e nel caso specifico delle costruzioni edili, pari a 8,60) e ha più di 5 dipendenti, viene automaticamente riclassificata nel Gruppo A.
Un’impresa edile specializzata in ristrutturazioni di edifici storici potrebbe trovarsi a lavorare in contesti con presenza di amianto o su strutture particolarmente instabili.
In questa situazione, il datore di lavoro è tenuto a comunicare ufficialmente allo SPRESAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) di competenza la nuova classificazione dell’azienda nel Gruppo A.
Verifica qui se la tua azienda rientra tra quelle con indice superiore a 4
Proteggi la tua azienda: l’importanza di comunicare l’appartenenza al Gruppo A
La comunicazione all’ASL dell’appartenenza al Gruppo “A” è di fondamentale importanza per garantire un coordinamento efficace con le strutture sanitarie.
Quando l’ASL è a conoscenza della classificazione dell’azienda, può predisporre un piano di intervento personalizzato, tenendo conto delle specifiche esigenze e dei rischi presenti nel luogo di lavoro.
La comunicazione preventiva permette di attivare più rapidamente le procedure di soccorso, riducendo i tempi di risposta in caso di emergenza. Inoltre, dimostra la consapevolezza dell’azienda riguardo ai rischi presenti e la volontà di garantire la massima sicurezza ai propri dipendenti.
L’omissione della comunicazione dell’appartenenza al Gruppo A da parte di un’azienda edile può innescare una serie di conseguenze, sia di natura amministrativa che penale, e soprattutto mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori.
A titolo esemplificativo riportiamo le conseguenza di una mancata comunicazione:
- Ritardi e inefficacia nell’intervento di soccorso: In caso di incidente, l’assenza di una comunicazione preventiva all’ASL comporta una minore preparazione delle squadre di soccorso. Questo può tradursi in ritardi nell’intervento, nell’utilizzo di attrezzature non adeguate e in una gestione meno efficace dell’emergenza, con possibili conseguenze gravi per la salute dei lavoratori coinvolti;
- Sanzioni amministrative: Le ispezioni da parte degli organi di vigilanza possono rilevare l’omissione della comunicazione e comportare l’applicazione di sanzioni amministrative, con conseguenti costi economici per l’azienda.
- Responsabilità penale: Nei casi più gravi, in presenza di incidenti con esiti letali o gravi lesioni, l’omissione della comunicazione può configurare il reato di omicidio o lesioni colpose, con conseguenti responsabilità penali per il datore di lavoro e i dirigenti responsabili.
- Difficoltà assicurative: In caso di sinistro, le compagnie assicurative potrebbero negare o ridurre la copertura assicurativa, adducendo la mancata comunicazione dell’appartenenza al Gruppo A come causa di nullità o di riduzione della garanzia.
Hai pochi dipendenti?
Scopri il Pacchetto Firmitas Smart Sicurezza dedicato alle piccole attività SCOPRIHai dei dubbi sull’appartenenza o meno al Gruppo A ai sensi del Decreto 388/2003?
L’imprenditore o l’artigiano dovrà assicurarsi di aver capito bene la classificazione della sua azienda. Per farlo può rivolgersi a professionisti della sicurezza come Firmitas.
La sicurezza è un investimento per il futuro. Questo è lo spirito con il quale quotidianamente il team dedicato all’interno di Firmitas affronta la sicurezza dei cantieri edili, soprattutto condominiali, di cui si occupa direttamente o per le quali segue anche solo la Direzione Lavori.
In continuità con la crescita aziendale, Firmitas ha deciso di accreditarsi per l’erogazione dei corsi sulla sicurezza presso la Regione Piemonte proponendo sia corsi a calendario che corsi presso aziende.
Tra i nostri corsi, il corso del Gruppo A è specificamente progettato per rispondere alle esigenze delle aziende con elevati livelli di rischio. Durante il corso, i partecipanti acquisiscono competenze teoriche e pratiche indispensabili per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Modulistica SPRESAL: download gratuito
Per agevolare le pratiche amministrative, Firmitas mette a disposizione la modulistica del dipartimento sanitario di prevenzione relativa al servizio di prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Questo documento è essenziale per segnalare eventuali criticità e pianificare interventi mirati. Scaricalo ora!
Modulo
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Valuta oggi un corso di formazione sulla sicurezza in sede da Firmitas a Torino. La nostra società, ente formativo accreditato Regione Piemonte, offre l’integrazione necessaria per i dipendenti che devono conseguire il corso di primo soccorso per il gruppo A.
































