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FAQs

Domande Frequenti

Chi può firmare, quando richiesti, l'asseverazione di un intervento e l'attestato di prestazione energetica previsto dal decreto? Le spese sono detraibili?

L’asseverazione e l’attestato di prestazione energetica possono essere redatti da un qualsiasi tecnico abilitato alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente (cfr. DPR 75/2013) e iscritto allo specifico Ordine o Collegio professionale. Le parcelle dei professionisti sono anch’esse detraibili, con la medesima aliquota dell’intervento. Riguardo al principio di estraneità ai lavori, l’obbligo sussiste solo per il tecnico che redige l’A.P.E., in accordo col medesimo DPR 75/2013.

La fine dei lavori da cui decorre il termine per la presentazione della domanda all'ENEA è da intendersi dalla chiusura del cantiere o dalla data di emissione della fattura?
All’ENEA non va inviata una domanda bensì vanno trasmessi i dati dell’intervento attraverso l’apposito sito WEB: https://detrazionifiscali.enea.it
La risoluzione 244/E del 2007 dell’Agenzia delle Entrate ha precisato che la decorrenza dei termini per l’invio della documentazione parte dal giorno del “collaudo” finale dei lavori. Tale collaudo può essere eseguito anche dalla ditta che ha eseguito i lavori (per esempio vale come verbale di collaudo la dichiarazione di conformità resa ai sensi del DM 37/08 per gli interventi sugli impianti o altra documentazione redatta appositamente).
Sono un amministratore di condominio. Nel caso di interventi per aumentare l’efficienza energetica, non mi è ben chiara la documentazione da predisporre e da inviarvi, a seconda delle due diverse tipologie di impianto che possono essere presenti autonomo e centralizzato.

Nel caso di interventi su condomini o comunque su edifici con più unità immobiliari, occorre distinguere i diversi casi che si possono presentare: Nel caso di interventi su condomini o comunque su edifici con più unità immobiliari, occorre distinguere i diversi casi che si possono presentare:

1) Nel caso di interventi che NON COMPORTANO LA SOSTITUZIONE DI IMPIANTO TERMICO:

a) in parti comuni del condominio:

 se l’impianto termico è centralizzato si trasmette una sola pratica con i dati dell’intero edificio. La richiesta di detrazione può essere inoltrata dall’amministratore o da un tecnico abilitato indicando il numero di unità abitative oggetto dell’intervento ed il costo complessivamente sostenuto;

 se gli impianti sono autonomi si trasmette una sola pratica, calcolando gli indici di prestazione energetica dell’intero edificio, facendo il rapporto tra la somma, estesa a tutte le unità immobiliari, dei fabbisogni energetici e la superficie utile climatizzata complessiva.

b) sul singolo appartamento:

 si trasmette una pratica per ogni singolo appartamento facendo riferimento per l’impianto di riscaldamento, a quello centralizzato o all’impianto autonomo secondo il caso pertinente;

2) Nel caso di interventi (terminati dopo il 15.08.09) che COMPORTANO LA SOSTITUZIONE DI IMPIANTO TERMICO CON ALTRO NON A BIOMASSA:

 se l’impianto termico è centralizzato, occorre predisporre una sola pratica riferita all’intero edificio. La richiesta di detrazione può essere inoltrata anche dall’amministratore o da un condomino qualsiasi, specificando che la richiesta viene fatta anche a nome di altri, indicando il numero di unità abitative oggetto dell’intervento ed il costo complessivamente sostenuto;

 se gli impianti sono autonomi, occorre trasmettere una pratica per singolo appartamento.

3) Nel caso di interventi ai sensi del comma 344 con data di inizio lavori antecedente il 06 agosto 20020:

a) se l’impianto termico è CENTRALIZZATO occorre trasmettere una sola pratica per l’intero edificio;

b) se gli impianti sono AUTONOMI si trasmette una sola pratica calcolando gli indici di prestazione energetica dell’intero edificio facendo il rapporto tra la somma, estesa a tutte le unità, dei fabbisogni energetici e la superficie utile climatizzata complessiva. In entrambi i casi deve essere verificato che il valore dell’Indice di Prestazione Energetica per la climatizzazione invernale per l’intero edificio sia minore di quello limite riportato nelle tabelle 3 e 4 dell’Allegato “A” al Decreto 11 Marzo 2008 e s.m.i).

L’aggiornamento per RSPP deve essere specifico per i vari moduli?

Sì, perché l’aggiornamento “non deve essere di carattere generico o mera riproduzione di argomenti e contenuti già proposti nei corsi base ma deve trattare evoluzioni, innovazioni, applicazioni, pratiche e approfondimenti collegate al contesto produttivo e ai rischi specifici del settore” come indicato al punto 9 dell’ accordo Stato/Regioni 7.7.2016. È compito comunque dell’ente organizzatore indicare correttamente nell’attestato le caratteristiche del corso e quindi stabilire le finalità dell’intervento.

Un lavoratore che è anche preposto deve fare entrambi gli aggiornamenti?

L’Accordo Stato/Regioni del 7.7.2016 nell’allegato III stabilisce, in attuazione dell’art.32, comma 1 lett. c) come modificato dal D.L. 69/2013, quali esoneri sono ammessi in caso di percorsi formativi i cui contenuti si sovrappongono, in tutto o in parte, tra loro. Dalla lettura del suddetto allegato risulta che l’aggiornamento per il preposto fornisce credito totale per l’aggiornamento del lavoratore e viceversa.

Il datore di lavoro che guida il muletto è obbligato a seguire il corso di formazione per mulettisti e la sua mancata formazione è sanzionabile?

Sì, stante quanto stabilito dal decreto 151/2015 in relazione alle modifiche all’art. 69 del D.lgs. 81/08 e in base all’art. 73 dello stesso decreto e all’Accordo Stato/regioni del 22 febbraio 2012, che confermano l’obbligo di formazione del datore di lavoro che risulti essere anche “operatore” in relazione all’uso di attrezzature soggette aspecifica abilitazione come il muletto.

Cos'è l'amianto?

L’amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Tra questi silicati, i più diffusi sono: la Crocidolite (amianto blu), l’Amosite (amianto bruno), l’Antofillite, l’Actinolite, la Tremolite, il Crisotilo (amianto bianco).

Quali sono le patologie legate all'amianto?

L’esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).

L’obbligo della nomina del medico competente esiste anche nel caso di una società formata da due soci (Snc per l’attività di distributore di benzina). Uno dei soci però ha l’attività prevalente in un bar e non all’interno del distributore in questione, dove lavora solo eccezionalmente: in questo caso deve fare la sorveglianza sanitaria?

Il tutto dipende sempre dalla valutazione del rischio: deve essere fatta una dettagliata valutazione del rischio chimico personalizzandola per mansione (in questo caso per le due persone che svolgono attività diverse). Se la valutazione del rischio conclude per un rischio chimico basso per la salute e irrilevante per la sicurezza non scatta l’obbligo delle misure di prevenzione specifiche, fra le quali è inserita la sorveglianza sanitaria. È opportuno che queste considerazioni sulla valutazione del rischio chimico siano riportate nel documento di valutazione dei rischi (indicazione delle caratteristiche della sostanza chimica impiegata, delle modalità d’uso, del tempo di esposizione, dei mezzi di protezione personali etc.).

Chi è il responsabile della sicurezza in un condominio?

Tra i principali doveri dell’amministratore di condominio troviamo: nomina del RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) valutazione del rischio e redazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) verifica dell’attuazione delle misure di prevenzione in caso di lavori di manutenzione all’edificio.

Quando è obbligatorio il Duvri nel condominio?

Il DUVRI – Documento Unico Valutazione Rischi Interferenze – va redatto solo se ci sono lavoratori del condominio il cui orario di lavoro coincide con quelli di ditte esterne: pulizie, manutentori, ecc., i cui rischi di quest’ultimi potrebbero interferire con i rischi propri del lavoratore del condominio.

Quando è obbligatorio il responsabile della sicurezza nel condominio?

Il responsabile della sicurezza delle parti comuni di un edificio è l’amministratore di condominio. La Corte di Cassazione ha stabilito che costui ha la responsabilità di effettuare i controlli previsti dalla legge e di verificare la corrispondenza ai criteri tecnici di sicurezza

Cosa contiene il registro anagrafe condominiale?

Questo speciale registro raccoglie al suo interno i dati relativi alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio e i dati di tutti i condòmini, vale a dire le generalità dei singoli proprietari, inclusi codice fiscale e residenza o domicilio, e i dati catastali di ogni unità immobiliare.

Cosa cambia con la nuova normativa antincendio?

La novità è che il PIANO DIVENTA OBBLIGATORIO nei luoghi di lavoro aperti al pubblico con presenza contemporanea di più di 50 persone (indipendentemente dal numero di lavoratori). Infine esistono luoghi che non rientrano in nessuno dei casi di cui sopra.

Quali azioni deve compiere l'amministratore del condominio per adempire alla normativa nei confronti di lavoratori esterni e nei confronti dei condomini?

La Circ. 5 marzo 1997 n. 28/97 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale individua come lavoratori, con rapporto di lavoro privato, chi svolge mansioni di portierato. L’amministratore condominiale, ai fini dell’assolvimento degli obblighi d’informazione e formazione, è individuato come datore di lavoro.

Perchè l'amianto è nocivo per la salute dell'uomo?

L’amianto è nocivo per la salute dell’uomo per la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. E l’esposizione a tali fibre è responsabile di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell’apparato respiratorio.I più pericolosi sono i materiali friabili i quali si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente (soprattutto se sottoposti a vibrazioni, correnti d’aria, infiltrazioni d’acqua) o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione. L’amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre (il pericolo sussiste solo se segato, abraso o deteriorato).

Come garantite la sicurezza sul lavoro durante i progetti?
Mettiamo in atto un rigoroso programma di sicurezza, formando il personale e adottando pratiche e protocolli mirati per garantire un ambiente di lavoro sicuro e conforme alle normative vigenti.

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